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Tutto è iniziato con un film scoperto nel 1989: Camille Claudel con Isabelle Adjani e Gérard Depardieu.
Da un giorno all’altro tutto è cambiato. Ho cambiato i miei sogni, le mie voglie, il mio mestiere, il mio calendario. È da Adam (un negozio di materiale per artisti) che vedo un annuncio: “Studio d’artista propone spazio con modelli dal vivo. Contattare Annick.”
L’indomani cominciavo la mia prima opera. Non ho smesso fino alla nascita dei miei figli.
1997, le mie figlie hanno cinque anni, e decido di tornare allo studio. Qualche mese dopo, Annick mi consiglia di iniziare a lavorare da sola, perché “sola, andrai meglio avanti”.
È stato difficile, il lavoro in gruppo protegge e gli incontri umani portano anche delle risposte…Tutto è iniziato da lì.
Perché il monumentale? Non lo so. Non saprei rispondere a tutto. Mio padre aveva un giardino. C’era anche uno studio. Avevo il luogo e lo spazio. Tutto era radunato. Non c’era altro da fare che lasciarmi andare, cogliere la materia e fare nascere l’ispirazione.
Ma per la prima volta, ero di fronte a me stessa, confrontata alle mie proprie interrogazioni: quale è il limite del fisico? Quale è il limite della scultura? E poi la forma e il fondo. La materia e il fondo. L’incontro con la materia e la forma?
Il bronzo è nobile. Ho scelto il bronzo, all’inizio.
Dopo, ho sperimentato con altre materie: il gesso, il metallo, la saldatura con il Derwich; la resina, l’alluminio e il vetro con Cube7.
Amo il grande, il volume, il pesante.
Non mi piacciono i vincoli, anche se riesco a costringermi ad essi. Il monumentale significa anche una più grande difficoltà a realizzare il dettaglio, a trovare l’armonia. È un cammino più lungo…
Ho sempre realizzato le mie monumentali a mano libera, tranne il Derwich che ho ingrandito usando un pantografo.
Lavoro in maniera intuitiva e posso creare solo se mi sento bene.
Con il tempo, scopro il legame particolare che mi unisce alle mie opere: dopo vent’anni di donne monumentali, il Derwich, è il mio uomo interiore: “Per la donna, l’emozione scatena il pensiero. Per l’uomo, è il pensiero che scatena l’emozione.”
Finalmente, Cube7, l’Universalità. Maturità? Da venire: la saggezza.
Oggi, la traiettoria è sempre in corso…E so che non ne ho ancora finito con le monumentali.
Mina47.50
Dicembre 2017.
